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Go Deep e “Vivere il Quartiere”: un’esperienza di cittadinanza attiva a Brancaccio

 

Cos’è una comunità senza una comunione di intenti da realizzare nel presente e senza una visione chiara del futuro? È con questa riflessione che il gioco formativo Go Deep si è inserito come strategia innovativa ed efficace nel progetto “Vivere il Quartiere”, già attivo presso le scuole Orestano e Danilo Dolci, nel quartiere Brancaccio di Palermo.

Il progetto nasce per promuovere la cittadinanza attiva e democratica, rafforzando nei giovani il senso civico e la consapevolezza dell’importanza di agire concretamente per il miglioramento del proprio contesto di vita. In questo contesto, Go Deep ha rappresentato una metodologia dinamica e coinvolgente per stimolare la riflessione, il dialogo e l’azione.

Con la guida del formatore Emiliano Bonn, esperto nella formazione di gruppi scolastici e adulti, e con il supporto degli educatori dell’associazione Uniamoci e Hyro, gli studenti del Danilo Dolci sono stati accompagnati in un vero e proprio viaggio di scoperta personale e collettiva.

Go Deep è molto più di un gioco, è un’esperienza formativa e strategica profonda che esplora diversi aspetti della crescita personale e comunitaria, tra cui visione, creatività, appartenenza e relazioni. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per comprendere il proprio ruolo all’interno della comunità e sviluppare un senso di identità e responsabilità condivisa.

Grazie a questo percorso, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di riflettere sul loro quartiere, sulla sua storia e sulle sue potenzialità, ma anche sulle loro capacità personali e su come queste possano essere messe al servizio della collettività per promuovere sviluppo e bellezza. Le attività svolte hanno permesso agli studenti di trasformare idee e riflessioni in azioni concrete.

Attraverso esercizi di immaginazione e creatività, hanno ideato cartelloni e mappe visive per rappresentare il loro quartiere ideale, mentre attraverso la realizzazione di interviste agli abitanti di Brancaccio hanno raccolto testimonianze dirette su come il territorio è percepito e su quali siano le necessità più urgenti. Il percorso ha inoltre stimolato il dialogo e la comprensione reciproca, favorendo la creazione di un’identità collettiva più forte.

Ma la vera forza di Go Deep sta nel passaggio dall’analisi all’azione. L’entusiasmo e l’impegno dei ragazzi si sono concretizzati in un evento conclusivo in cui il gioco ha lasciato spazio a interventi tangibili di riqualificazione urbana. La realizzazione di murales ha dato colore e nuova identità agli spazi pubblici del quartiere, mentre gli interventi di pulizia stradale hanno restituito decoro agli ambienti vissuti quotidianamente. 

Sono stati creati messaggi simbolici per trasmettere agli abitanti l’importanza della cura condivisa del territorio. L’evento ha rappresentato il culmine di un percorso in cui gli studenti hanno sperimentato in prima persona il potere della partecipazione e dell’impegno collettivo, diventando agenti di cambiamento e ispirando anche gli adulti a guardare il quartiere con occhi nuovi. Le impressioni sul go deep sono molto positive perché abbiamo osservato come sia in grado di facilitare i processi di socializzazione e quindi di conoscenze di sé e dell’altro. Le attività dinamiche e scelte sapientemente dal formatore hanno permesso di delineare un quadro realistico di quelle che sono le risorse umane coinvolte, in questo caso gli studenti e del territorio restituendo un quadro chiaro della cultura dominante. Abbiamo osservato inoltre come in due giornate formative le due classi coinvolte da separate abbiano cominciato a dialogare e confrontarsi: questo è un risvolto molto positivo perché la comunicazione e poi il superamento dei conflitti nel piccolo gruppo come nella realtà cittadina più allargata, passa attraverso il dialogo, l’ascolto attivo, l’empatia, soft skills che già in parte la scuola promuove e che l’educazione informale può rafforzare.

La promozione della fiducia nei gruppi e di giochi basati sul role playing e la collaborazione hanno reso possibile creare una comunità di intenti motivata, informata e responsabile, quanto pronta a cercare all’esterno risorse e possibilità per il cambiamento del quartiere.

L’integrazione tra Go Deep e Vivere il Quartiere ha dimostrato come un approccio educativo innovativo possa rafforzare i legami comunitari, stimolare la creatività e offrire strumenti per affrontare le sfide sociali attraverso la partecipazione. Il vero successo di questa esperienza non è solo nelle attività svolte, ma nella consapevolezza che ha lasciato nei giovani, l’idea che ogni azione, anche la più piccola, può contribuire a migliorare la comunità in cui si vive. Perché, in fondo, una comunità senza una visione condivisa e senza il coraggio di agire per il futuro, rischia di restare solo un insieme di individui. Ma quando i giovani si mettono in gioco, tutto può cambiare.


Davide Martino 
Educatore

                                                                                                                                                 

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